La teoria dell’attaccamento nella vita adulta

In genere quando viene illustrata la teoria dell’attaccamento di Bowlby, successivamente approfondita da Mary Ainsworth, si fa riferimento al rapporto tra il bambino e il suo caregiver. Tuttavia, lo stile e l’esperienza dell’attaccamento caratterizza tutto il ciclo della vita di ciascun essere umano, dall’infanzia fino alla morte.

Premesse teoriche

John Bowlby (1982), attraverso diversi studi inerenti al rapporto tra bambini di 12 mesi e caregiver, formulò la teoria dell’attaccamento secondo cui ogni infante può essere caratterizzato da uno stile di attaccamento sicuro o insicuro. La costruzione del legame di attaccamento avviene progressivamente, con diversi momenti di aggiustamento e riorganizzazione e, intorno ai 12 mesi di vita, in genere, un bambino dispone di una o più relazioni di attaccamento stabilmente organizzate.

Tuttavia, è solo grazie al contributo di Mary Ainsworth (1978) che la teoria dell’attaccamento è stata ampliata nonché verificata attraverso una procedura empirica, nota come “Strange situation procedure“: un protocollo sperimentale ideato per valutare la reazione del bambino dopo due brevi momenti di separazione dalla madre in un ambiente controllato e non familiare.

Sulla base di tale protocollo, la Ainsworth (1978) ha definito tre stili di attaccamento, ampliando la prospettiva di Bowlby:

Stile di attaccamento sicuro

Il bambino, durante la separazione dal caregiver, mostra disagio per la separazione dalla madre e quindi, ricerca la presenza e il conforto del genitore. Quando la madre rientra nella stanza, si tranquillizza facilmente, riprendendo il gioco e l’esplorazione dell’ambiente.

Quando il bambino mostra questo stile di attaccamento, il genitore rappresenta per lo stesso una base sicura a cui rivolgersi nel momento in cui si sente in difficoltà, per ricevere consolazione e rifornimento affettivo. Tuttavia, dopo essersi tranquillizzato il bambino è in grado di riprendere l’esplorazione dell’ambiente, allontanandosi anche dal genitore. Tale comportamento indica un buon bilanciamento tra esplorazione e attaccamento.

Stile di attaccamento ansioso / ambivalente (insicuro)

Questo stile è tipico di quei bambini che tendono essere maggiormente centrati sulla relazione con il caregiver che sull’esplorazione dell’ambiente circostante. Durante la strange situation procedure mostrano fin da subito una minore tendenza ad esplorare l’ambiente in modo autonomo unita ad un disagio molto elevato durante la separazione, nonché una ridotta capacità di recupero durante il ricongiungimento col genitore. Infatti, il ritorno del caregiver dopo la fase di separazione spesso non è efficace nel consolarli.

Questi bambini mostrano nei confronti del genitore dei comportamenti ambivalenti, alternando o mescolando insieme insieme eccessive richieste di vicinanza e contatto a comportamenti marcatamente resistenti o di estrema passività. Il genitore non rappresenta una base sicura poiché la presenza del caregiver non è in grado di consolare il bambino nel momento in cui si sente spaventato o a disagio.

Stile di attaccamento evitante (insicuro)

Questo stile raggruppa quei bambini che mostrano un evidente evitamento del genitore nella strange situation procedure, in modo particolare, durante durante la fase di ricongiungimento dopo la separazione. Inoltre, il bambino tende a mostrare ridotti segni di disagio o di ricerca nei confronti del caregiver nella fase di separazione uniti a una certa indifferenza nel momento del ricongiungimento.

Anche in questo caso il genitore non rappresenta una base sicura per il bambino che tende a non fare affidamento sullo stesso nei momenti di difficoltà. Inoltre, questi bambini tendono a inibire la manifestazione dei propri bisogni psicologici di conforto e protezione rispetto ai caregiver, mostrando uno stile relazionale caratterizzato da autonomia e indipendenza.

L’attaccamento nella vita adulta

Le diverse esperienze di attaccamento vissute dal bambino nei primi anni di vita, diventano progressivamente delle rappresentazioni mentali, note come modelli operativi interni. Questi possono essere considerati come delle rappresentazioni del sé e delle principali figure attaccamento, che ognuno di noi utilizza per interpretare il mondo, consentendo di crearci delle aspettative e di anticipare gli eventi nella nostra vita relazionale.

Per quanto tali modelli siano stabili nel tempo, gli stessi possono essere modificati da particolari esperienze. Motivo per cui non rappresentano un destino già scritto, ma possono cambiare attraverso lo strutturarsi di particolari legami emotivi con gli altri.

Anche le relazioni romantiche nell’adulto sono influenzate dagli stili di attaccamento costruiti durante l’infanzia. Infatti, secondo Hazan & Shaver (1987), il partner nell’adulto svolge la funzione di figura di attaccamento.

Nel modello del sé e dell’altro di Griffin & Bartholomew (1994) è possibile definire quattro stili di attaccamento, durante l’età adulta, sulla base delle dimensioni di dipendenza ed evitamento:

Modello del sé e dell’altro – Griffin & Bartholomew (1994)

In tale prospettiva, lo stile di attaccamento può essere pensato come la risultante di varie combinazioni delle rappresentazioni interne di sé e dell’altro:

Modello dell’altro positivo (basso evitamento)
Gli altri sono percepiti come degni di fiducia e disponibili
Modello del sé positivo (bassa dipendenza)
Il sé è percepito come degno di amore e sostegno
Modello dell’altro negativo (alto evitamento)
Gli altri sono percepiti come inaffidabili o rifiutanti
Modello del sé negativo (alta dipendenza)
Il sé è percepito come non meritevole di essere amato

Attaccamento sicuro

L’adulto che ha sviluppato uno stile di attaccamento sicuro ha costruito un’immagine di sé positiva e degna di ricevere l’amore dell’altro. Gli altri sono percepiti come accettanti e responsivi alle proprie richieste d’aiuto. In particolare, queste persone mostrano un elevata fiducia nel partner e, generalmente, ritengono che esso sarà presente nel momento del bisogno. Altresì, sono in grado di far affidamento sugli altri e di accettare che gli altri dipendano da loro.

Attaccamento ansioso / ambivalente (insicuro)

Le persone caratterizzate da questo stile di attaccamento mostrano un’eccessiva preoccupazione relativa alle relazioni. Mostrano un’immagine di sé negativa, considerata non degna di ricevere amore da parte degli altri, unita a una rappresentazione positiva degli altri. In particolare, per queste persone l’autostima dipende in larga parte dall’accettazione da parte degli altri. Dunque, cercano di guadagnare l’accettazione e l’approvazione delle altre persone al fine di aumentare la propria autostima.

I principali aspetti che caratterizzano questo stile sono l’eccessiva dipendenza dagli altri (a scapito dell’autonomia) e la paura della separazione uniti alla preoccupazione morbosa che gli altri non li amino e apprezzino abbastanza. Per questo motivo sono facilmente frustrati o arrabbiati quando i loro bisogni di attaccamento non vengono soddisfatti da parte degli altri.

Attaccamento evitante (insicuro)

Le persone con stile evitante mostrano un’immagine di sé positiva unita ad una rappresentazione negativa degli altri. Nell’ambito dei legami emotivi, queste persone si proteggono dalle delusioni evitando un coinvolgimento intimo, mostrando indipendenza e invulnerabilità. Per questo motivo mostrano uno scarso interesse verso le relazioni intime e preferiscono contare su sé stessi piuttosto che dipendere dagli altri. Tale indipendenza è evidente anche nella disposizione negativa verso la possibilità che siano gli altri a dipendere da loro.

Dunque, sono persone che temono la dipendenza dagli altri e l’eccessiva vicinanza fisica e psicologica, inoltre, difficilmente manifestano i propri affetti.

Attaccamento timoroso / disorganizzato

Questa categoria, individuata nell’adulto, fa riferimento allo stile di attaccamento disorganizzato definito in ambito infantile da Main & Morgan (1996). Esso si riferisce ad un insieme di aspetti tipici sia dell’attaccamento ansioso che di quello evitante.

Gli adulti con questo tipo di attaccamento mostrano rappresentazioni negative sia di sé che degli altri. Le altre persone sono percepite come negativamente disposte nei propri confronti, quindi, come inaffidabili e rifiutanti. Mentre il sé è interpretato come non degno di ricevere attenzione e amore da parte degli altri.

Mostrano elevata dipendenza unita ad un’elevata tendenza all’evitamento degli altri. A causa di questi aspetti, queste persone sono incoerenti nelle strategie di attaccamento che mettono in atto. Tuttavia, a differenza degli adulti evitanti, è presente il desiderio d’amore, evidenziato dalle richieste di vicinanza e dalla ricerca di rassicurazioni. Ma tale desiderio è spesso ostacolato dal timore di essere “risucchiato” dall’altro che può determinare la paura dell’intimità e il ritiro dalle relazioni.

Riferimenti

Ainsworth M,D.S.. Blehar M.C., Waters E. e Walls S. (1978). Patterns of attachment: A psychological study of the strange situation, Lawrence Erlbaum Associates Publishers, Hilldale.

Bowlby, J. (1982). Costruzione e rottura dei legami affettivi, Raffaello Cortina Editore, Milano.

Griffin, D., & Bartholomew, K. (1994). Models of the self and other: Fundamental dimensions underlying measures of adult attachment. Journal of Personality and Social Psychology, 67, 430-445. 

Hazan, C., & Shaver, P. (1987). Romantic love conceptualized as an attachment process. Journal of personality and social psychology52(3), 511–524.

Main, M. & Morgan, H. (1996) Disorganization and disorientation in infant Strange Situation behavior: Phenotypic resemblance to dissociative states? In L. Michelson & W. Ray (eds.), Handbook of dissociation. New York: Plenum Press (p.107-137).

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